sabato 24 maggio 2014

Massima di Marilyn


 
 
 




Le persone che amano
non sono ingenue né stupide,
né tanto meno indifese.
Anzi, sono così forti da potersi permettere di non indossare nessuna maschera.
Libere di essere vulnerabili,
di correre il rischio di essere felici.
Marilyn Monroe

venerdì 14 febbraio 2014

San Valentino ❤

I fiori del mio amore
 







Quando non sarai più parte di me
ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelline,
allora il cielo sarà così bello
che tutto il mondo si innamorerà della notte.
William Shakespeare, “Romeo e Giulietta”

                    Atto 3, scena 2                  

martedì 1 ottobre 2013

E poi arriva l'autunno...

 
E poi arriva l’autunno, con la nebbia che copre le cose, dopo l’estate e il sole alto nel cielo.
E poi arriva l’autunno con il suo incedere calzante delle ore di luce, i colori che mutano, la natura che risponde ad un richiamo.
Mi ricorda che ogni cosa ha il suo tempo,
c’è il tempo delle risate, e il tempo della meditazione,
c’è il tempo dell’entusiasmo e il tempo della chiusura in se stessi.
La natura ci insegna un respiro primordiale, inspirare, espirare… inspirare, espirare.
Ogni momento senza fretta, è parte della crescita, è parte necessaria della vita.
Le stagioni mi comunicano un ritmo, inspirare, espirare,
e se per un attimo mi abbandono a questo nuovo tempo, posso sentire le mie membra rilassarsi… seguire il flusso.
E ora che è autunno, espiro… lungamente… per prepararmi ad un nuovo inspiro.
Posso sentire la vita, la natura, le cose.
 
Stephen Littleword

lunedì 9 settembre 2013

Lettera di Raimondo a Sandra


La continuità di due vite non può essere spezzata da una morte, che è il divenire della vita in altra dimensione. Una lettera che non è rievocazione di un passato, ma attestazione del prosieguo in quello che, prima della scomparsa dello stesso Raimondo, esisteva fra lui e Sandra. Danza iniziale, intesa non come ostentazione, bensì come sublimazione, per meglio elevare il pensiero di Raimondo verso la sua Sandra, da lui sentita sempre viva!
 
La morte non è niente
E' un testo di Henry Scott Holland (1847-1917) canonico della cattedrale di St. Paul (Londra).
Probabilmente Raimondo l'ha fatto "suo" e l'ha lasciato come "testamento spirituale" all'amata Sandra...

"La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace".
Raimondo Vianello
Il mio cuore si apre alla tua voce
Lontano dove non arriva nessun suono
apriti mio cuore
rimbalza l'eco di un'immagine muta
germogliami la sua voce
come una fioritura di tutte le notti
come le corolle di tutte le gocce
di pioggia fiori e come petali aperti
i baci del mattino quando come sole sento la sua voce
fare vivo il mio orecchio.
Parlami mio cuore
L'alba oltrepassa la nebbia del ricordo
Lascia che la sua voce parli ancora
nel tuo battito
dimmi che sta tornando
oppure dimmi che mai si è allontanato
Ripeti per la sua tenerezza
le promesse di un tempo
perché in me mai si è nascosto il suo sguardo
mai nell'oscuro ho perso la sua grazia e la presenza.
Mai pronunciate quelle promesse
sono le uniche voci del silenzio.
Rispondi mio cuore rispondi a questa dolce brezza!
Colmami di vento
come nelle messi del grano depositami
il segno del passaggio
di ciò che non ha un volto ed è
di tutto il mondo un unico ritratto.
E se tremi mio cuore
sarai riconsolato
dalla sua voce come un nubifragio
di stelle un cataclisma di ere un niente
davanti alla freccia che rapida
di voce in voce
dalla sua sempre mi raggiunge.
(...)

domenica 21 aprile 2013

Da qualche parte... sopra l'arcobaleno...

Da qualche parte sopra l'arcobaleno
proprio lassù, ci sono i sogni che hai fatto
una volta durante la ninna nanna
da qualche parte sopra l'arcobaleno

volano uccelli blu e i sogni che hai fatto,
i sogni diventano davvero realtà
un giorno esprimerò un desiderio
su una stella cadente
mi sveglierò quando le nuvole
saranno lontane dietro di me
dove i problemi si fondono come gocce di limone
lassù in alto, sulle cime dei camini
è proprio lì che mi troverai
da qualche parte sopra l'arcobaleno
volano uccelli blu e i sogni che hai osato fare,
oh perchè, perchè non posso io?
Beh vedo gli alberi del prato e
anche le rose rosse
le guarderò mentre fioriscono
per me e per te
e penso tra me e me
"che mondo meraviglioso!"
Beh vedo cieli blu e nuvole bianche
e la luminosità del giorno
mi piace il buio e penso tra me e me
"che mondo meraviglioso!"
I colori dell'arcobaleno così belli nel cielo
sono anche sui visi delle persone che passano
vedo degli amici che salutano
dicono "come stai?"
in realtà stanno dicendo "ti voglio bene"
ascolto i pianti dei bambini

e li vedo crescere
impareranno molto di più
di quello che sapremo
e penso tra me e me
"che mondo meraviglioso!"
un giorno esprimerò un desiderio
su una stella cadente
mi sveglierò quando le nuvole
saranno lontane dietro di me
dove i problemi si fondono come gocce di limone
lassù in alto, sulle cime dei camini
è proprio lì che mi troverai
da qualche parte sopra l'arcobaleno
ci sono i sogni che hai osato fare,
oh perchè, perchè non posso io?
Anonimo

lunedì 25 marzo 2013

Grazie ♥

La parola grazie è un ingrediente essenziale nella tua ricetta di salute, pace e manifestazione di ciò che desideri. Dire, pensare o scrivere questa parola aume...nta immediatamente i tuoi livelli di energia, perciò esercitati a pronunciarla tutto il giorno. Presta attenzione all’effetto a onde che si innesca quando ringrazi, a partire dal tuo cuore traboccante di gratitudine al sorriso degli altri. E noi angeli aggiungiamo il nostro apprezzamento per la tua disponibilità a essere un messaggero di questo dono: grazie.
(Doreen Virtue, La Guida degli Angeli)

lunedì 4 giugno 2012

Fragile, ...

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso, sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio.
Malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d'amore che però grida ancora vendetta e soltanto tu riesci ancora a piangere, poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli, poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliata e allora diventi grande come la terra.
Alda merini

mercoledì 18 aprile 2012

Dicono che...

Dicono che quanno se mòre
diventa silenzio ogni rumore.
Arriva la pace tanto agognata.
Avevi sperato. L'avevi sognata.

Dicono che quanno se vive
le grandi speranze son curative.
La fede e la luce portano gioia,
annullano il buio intriso de noia.

Dicono che quanno se nasce
l'intero universo è dentro le fasce.
T'esce da dentro un grido soltanto.
Non per dolore. È il tuo primo canto.

***

Io che sprofondo a tutte le ore...
Il tempo pe' me è futuro anteriore.
Solo la notte ha vera durata.
Madre rapace demoralizzata.

Io che ho bevuto acque cattive...
ho polvere e sangue sulle gengive.
Me resta soltanto la paranoia
che spinge la fede verso 'l suo boia.

C'è chi non vive eppure rinasce

 solo se ucciso a colpi de asce.
Con l'anima mia han fatto altrettanto.
Dicono che... s'è persa nel pianto.


Er Farco










domenica 11 marzo 2012

Grazie, amore mio

Ma che tesoro l'amore mio,
ieri ho dimenticato i biscottini di Bernardi Srl in macchina e il mio dolce amore Antonio si è tolto il pigiamino, vestito, uscito con il freddo, a preso la macchina in garage, ed è venuto da Francavilla fino a Grottaglie per portarmeli. E mi ha detto: "Non potevo vederti così triste".
Amore mio GRAZIE sei il migliore fidanzato e futuro marito che una donna possa a...vere accanto. Non solo perchè mi hai portato i biscottini con il freddo, ma anche perchè sei un amore quando:
(ora le elenco tutte, spero di ricordami tutta la lista delle cose che fai per me)
- Mi mediche le ferite (non solo esterne, ma anche interne);
- mi stiri i capelli (anche se vengono uno schifo da psico-patata, Grazie);
- Grazie per tutte le volte che ti ho chiesto aiuto nel lavarmi, vestirmi, svestirmi e soprattutto allacciarmi le scarpe e io invece ti mando ripetutamente a fanculo per qualsiasi cosa storta che mi accade, e tu niente, inflessibile, con il tuo dolce faccino mi dici: "Ti amiiii";
- Grazie per farmi sempre sorprese, come il giorno della festa della donna, quando con i fiori in mano ti ho accolto con un: "Ho no che schifo, non li voglio!" e tu:"Non ti ho scritto che sono per la festa della donna, ma perchè ti ami. E' solo una coincidenza"... beh, sappi che le tue intenzioni sono andate a male perchè nell'involucro c'era l'adesivo che era per l'insulsa festa delle donne. Comunque sia: Grazie per sopportare anche questo di me;
- Grazie che mi coccoli, che mi metti il pigiamino, e mi sistemi le coperte prima di andare via, mi accarezzi il viso e aspetti che mi addormenti per assicurarti ch'io faccia sogni candidi e tutti rosa;
- Grazie per essere così buono e meraviglioso con me!
La festa delle donne non l'ho mai sopportata da quando sono venuta a conoscenza del vero significato. Per me la festa delle donne è tutti i giorni perchè Dio mi ha donato un uomo meraviglioso come te che mi sta accanto in qualsiasi mio capriccio, atteggiamento, dolore e scelte. Ti ami amore mio e so che lo dimostro poco, uno dei miei tanti difetti, non te lo dico spesso, ma perchè sono fatta così: SONO FATTA MALE, forse, non vorrei giustificarmi, perchè ho paura di perderti e che tutto questo sia un'illusione. Tu sai che vivo costantemente in una favola e non immagini quanta gioia mi dai il vedere che tutti i giorni lavori per tenere vivo questo mio desiderio. Farmi vivere una vita come quelle delle fiabe con un castello, un bosco incantato e tu che sei il mio principe azz... no...meglio dire Nero, mi fa sentire la principessa più bella e amata del reame!

sabato 28 gennaio 2012

Artemisia Gentileschi

Autoritratto come allegorica pittura
Nel corso del mio soggiorno a Lecco ho fatto una capatina anche a Milano, dove si teneva una mostra fuori dal comune: Artemisia Gentileschi.
Questa grande donna vissuta nel 1600, fu una delle prime artiste riconosciute da quell'epoca. I canoni e gli standard dell'epoca non permettavano alla donna di possedere un arte raffinata come la pittura, pare sia solo gioia nelle mani di artisti uomini e che alle appartenenti del gentil sesso siano attribuite ben altre opere come il ricamo e l'intreccio di merletti messi a secondo piano. Questa spettacolare donna visse dal 1593 al 16553, è una delle poche protagoniste femminili della Storia dell'arte europea. Ma è anche la protagonista di una torbida vicenda a tinte fosche o, per meglio dire, "caravaggesche", infarcita di elementi sentimentali, erotici, patetici e fantastici, in una brillante fusione romanzesca, insomma Artemisia è la protagonista ideale del romanzo ideale (e infatti svariati romanzi si sono ispirati alla sua vita).
Certamente la carriera artistica (come qualsiasi altra carriera) è sempre stata pressoché impraticabile per le donne, costrette nei limiti che la società imponeva loro, limiti di natura culturale (assenza pressoché totale di una preparazione scolastica) e familiare (nelle famiglie patriarcali la donna era preposta all'accudimento di tutti i suoi numerosi elementi).
Autoritratto con il liuto
Artemisia Gentileschi, che ebbe modo di fare fruttare il suo talento, è stata una delle poche donne "sfuggite" tra le maglie di questo rigidissimo sistema sociale, tuttavia la sua sofferta vicenda privata si è spesso sovrapposta a quella di pittrice generando molte ambiguità.
Negli anni Settanta la sua popolarità ha raggiunto il vertice soprattutto per via della vicenda che la vide accusare il suo violentatore (al punto da sottoporsi allo schiacciamento dei pollici per confermare l'attendibilità delle sue accuse, cosa che per lei, pittrice, non dovette essere solo un dolore fisico). Artemisia è divenuta così il simbolo del femminismo e del desiderio di ribellarsi al potere maschile: tuttavia questo fatto le fece un grande torto: l'avere spostato l'attenzione (ed averle attribuito un particolare successo) sulla vicenda dello stupro, mettendo in ombra i suoi meriti professionali, ormai ampiamente riconosciuti dalla critica, a partire da Roberto Longhi e dal suo pionieristico articolo del 1916 Gentileschi padre e figlia.
Susanna e i vecchioni
A volte questa lettura "a senso unico" della pittrice ha creato giusti malumori: per Camille Paglia, a volte Artemisia è diventata un'etichetta da utilizzare anacronisticamente per avanzare rivendicazioni infarcite di retorica femminista.
Negli anni Settanta la Gentileschi divenne un vero e proprio simbolo del femminismo internazionale: associazioni e cooperative le si intitolarono - a Berlino l'albergo "Artemisia" accoglieva esclusivamente la clientela femminile - riconoscendo in essa una figura culto, sia come rappresentante del diritto all'identificazione col proprio lavoro, sia come paradigma della sofferenza, dell'affermazione e dell'indipendenza della donna.
Per la nota polemista e leader del movimento femminista internazionale Germaine Greer Artemisia Gentileschi fu la grande pittrice della guerra tra i sessi, affermazione, di fatto, estremamente riduttiva: un pittore con tanto talento come la Gentileschi non può limitarsi a un messaggio ideologico.

Artemisia e il suo tempo
Maria Maddalena
Il Seicento, il "secolo d'oro", intessuto di mirabili contraddizioni e meravigliose esperienze, vede fronteggiarsi aspramente due mentalità: alle posizioni conservatrici della Chiesa (lo spirito della Controriforma è ancora vivo e operativo nel Seicento, anche in virtù dei nuovi ordini religiosi come i Gesuiti, gli Oratoriani, i Teatini) si oppongono le spinte progressiste intorno alla questione della conoscenza sensibile in quanto premessa alla conoscenza razionale. Sostenitori dell'alternativa naturalista sono Bernardino Telesio (1509-1588), il cui De rerum natura fu messo all'Indice, Tommaso Campanella (1568-1639), costretto per anni in carcere, e Giordano Bruno (1548-1600), bruciato in Campo dei Fiori. Sul loro esempio Galileo Galilei (1564-1642) avrebbe teorizzato il metodo induttivo sperimentale.
Galileo indubbiamente contribuì al sentimento di destabilizzazione che iniziava a serpeggiare nella società europea dell'epoca, il sentimento di un uomo che si sentiva sempre più piccolo, su un pianeta non più al centro dell'universo. Questi infatti, tramite i suoi studi sulla luna e le stelle effettuati grazie al telescopio, aveva visto cose mai osservate prima da occhio umano. Sulle prime, inevitabilmente, l'urto tra il materialismo di Galileo e dell'Accademia dei Lincei e la volontà della Chiesa di mantenere il monopolio sull'interpretazione della natura fu imponente. Le vicende artistiche all'aprirsi del Seicento vedono la fioritura di varie correnti: il Naturalismo di Caravaggio e seguaci, il Classicismo dei Carracci e degli emiliani, l'esperienza barocca di Pietro da Cortona, di Bernini e Borromini; mentre inizia a delinearsi in maniera autonoma la pittura di genere.

Il potere delle immagini tra sacro e profano
Giuditta che decapita Oliferne
Parlando dell'ambiente artistico romano degli inizi del Seicento non si può dimenticare l'atmosfera conservatrice creatasi in seguito al Concilio di Trento (1545 - 1563). Gli articoli relativi alla disciplina nel campo delle arti visive erano incentrati sul valore didascalico e morale delle immagini, e rifiutavano la presenza di sensualità e lascivie nelle pitture sacre. Però, malgrado tante autorevoli pubblicazioni in merito, la chiesa post-tridentina continuò a tollerare una situazione di fatto molto più ambigua; anzi, una delle caratteristiche che definiscono lo stile barocco è proprio la fusione tra sacro e profano.
Il rinnovato gusto per i piaceri sensuali cresceva con l'avanzare del secolo, mentre assurgeva a valore estetico il sadismo, anzi, più precisamente la contrapposizione tra sensualità, grazia angelica e violenza.



Ciò che è quasi orribile può esserlo ancor di più quando viene offesa la bellezza.

Giuditta con la sua ancella
Il tabù della nudità sacra si scontrava con il crescente desiderio degli artisti di rappresentare realisticamente l'anatomia, e in questo senso Caravaggio operò un'ulteriore sterzata in direzione di un avvicinamento alla realtà sensibile. Artemisia non fece eccezione: il suo repertorio trasuda erotismo e violenza.



domenica 6 novembre 2011

Il mio dolce amore mi ha donato un mazzo di fiori, simbolo del suo amore. Ti ami amore mio!

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

~ Kahlil Gibran ~

domenica 25 settembre 2011

Profumo di legna

Tardi, con le stelle
aperte nel freddo
aprii la porta.
Il mare galoppava,
nella notte.

Come una mano
dalla casa oscura
uscì l'aroma
intenso
della legna custodita.

L'aroma era visibile
come se l'albero
fosse vivo.
Come se ancora palpitasse.

Visibile come una veste.

Visibile come un ramo spezzato.

Pablo Neruda

domenica 11 settembre 2011

Bellezza tanto antica

Tardi ti ho amato,
bellezza tanto antica e tanto nuova,
tardi ti ho amato!
Tu eri dentro di me,
e io stavo fuori,
ti cercavo quì gettandomi deforme,
sulle belle forme delle tue creature.

Tu eri con me,
ma io non ero con Te.
Mi tenevano lontano da Te le creature che,
se non esistessero in Te,
non esisterebbero per niente.

Tu mi hai chiamato,
il tuo grido a vinto la mia sordità,
hai brillato,
e la tua luce ha vinto la tua cecità;
hai diffuso il tuo profumo,
e io l'ho respirato,
e ora anelo a Te:
ti ho gustato,
e ora ho fame e sete di te;
mi hai toccato:
e ora ardo dal desiderio della tua pace.
S. Agostino

sabato 3 settembre 2011

L'amore: alito d'infinito

Nel silenzio del crepuscolo
o nei primi palpiti del giorno
 il cuore scopre nuove musiche
mentre ha chiuse le palpebre la ragione,
freno alle emozioni.
E' come aprire le braccia e affidarsi al vento
per lanciarsi al volo,
e scoprire ad alta quota ciò che è nascosto dentro di noi.
Quando tutto tace comprendi il senso di ciò che
mai l'uomo riesce a spiegare: l'amore.
Ci rende nuovi, l'amore,
sa perdonare, cambiare, crescere, lottare, gioire, soffrire...
e mai capiremo quanto sa e può, l'amore.
E specchio del nostro essere,
e il più grande desiderio
è l'unica speranza.
Amare e non vedere mai il buio,
è camminare sapendo di non essere soli.
E' vivere la vita fin nelle sue profondità
è essere parte del cuore di un altro,
diventare goccia nell'oceano della sua storia
e così dare senso alla propia.
Amare è credere nell'invisibile
e inspiegabile follia della Croce
e nel mistero della Creazione.
Amare è dire Si, ogni giorno.
Vittoria Attanasio

martedì 23 agosto 2011

Non incolpare nessuno

Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.

Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.

Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.

Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.

Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.

Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.

Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.

I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.

Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.

Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell'alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti.
Pablo Neruda

domenica 21 agosto 2011

La “canzone di Bacco ed Arianna”

Deve essere immaginata come commento di un carro allegorico: la donna, abbandonata da Teseo e lasciata sofferente, ha saputo ritrovare nell’amore la gioia che tutti noi dobbiamo pretendere dalla vita.

Quest’è Bacco ed Arianna, belli, e l’un de l’altro ardenti: perché ’l tempo fugge e inganna, sempre insieme stan contenti.

Rispetto alla folla di ninfe e satiri e alle loro danze amorose, Sileno e Mida rappresentano due figure eccentriche, l’uno perché ha ormai fatto i suoi tempi (ed è l’incarnazione del tempo che passa e che non è rimpianto se è stato ben vissuto), l’altro perché, nella sua avidità, non riesce a godere delle gioie del denaro tutto teso ad accumulare ancora e sempre. Così questa canzone, attraverso un sapiente uso di allegorie, testimonia la coerenza delle scelte già prima della morale sentenziosa che chiude la canzone.

(...) Ciascun apra ben gli orecchi, di doman nessun si paschi; oggi siàn, giovani e vecchi, lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi: facciam festa tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!
Ciò ch’a esser convien sia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza (...).

domenica 7 agosto 2011

Trionfo di Bacco e Arianna

Quant’è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Quest’è Bacco e Arianna
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.

Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;

or da Bacco riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Queste ninfe anche hanno caro
da lor esser ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:

ora insieme mescolate
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l'asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d'anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s'altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siam, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Donne e giovìnetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c'ha a esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Lorendo Dè Medici
 

domenica 1 maggio 2011

Dio fece il cibo, il diavolo i cuochi!

... perche' il cibo e' poesia... il cibo e' vita di tutti giorni...  scandisce le nostre giornate... ci accompagna... 
Sensazioni e stati d'animo si mescolano a sapori e profumi...
Non solo cibo ma anche vino... il buon vino e' protagonista ...  il buon vino e' cultura e piacere...

E quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore:
“I tuoi semi vivranno nel mio corpo,
E i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore,
La loro fragranza sarà il mio respiro,
E insieme gioiremo in tutte le stagioni.”
Kahlil Gibran

lunedì 18 aprile 2011

I fiori del mio amore

Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umilta' vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi si' piacente a chi la mira,
che da' per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la puo' chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.

(Dante Alighieri da Vita Nova)